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L’emergenza coronavirus ha cambiato lo scenario della raccolta differenziata e del riciclo dei rifiuti nel nostro Paese. L’aumento dei “nuovi scarti” legati al covid (mascherine e guanti) e dell’utilizzo di plastica monouso per consumazione e asporto rende ancora più importante una corretta raccolta e differenziazione.

Dall’ultima rilevazione Toluna per Nestlé (Sustainability Survey May 2020, ricerca condotta ad aprile su un campione rappresentativo di 1300 individui) emerge, infatti, una maggiore attenzione degli italiani per la raccolta differenziata rispetto a sei mesi fa (+7,4%, 78,5% totale). Il trend sembra essere confermato anche dagli ultimi dati condivisi da Utilitalia, per cui, durante il lockdown, si è registrato un ulteriore aumento della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica di circa il 7%.

Attraverso un altro sondaggio (Sostenibilità e buone pratiche di riciclo: italiani promossi o bocciati?, ricerca lanciata sempre da Nestlé e condotta da Toluna a febbraio su un campione rappresentativo di 1000 individui), inoltre, Nestlé ha voluto approfondire il livello di conoscenza e le opinioni degli italiani rispetto agli imballaggi in plastica e al loro smaltimento, per rispondere alle loro necessità in materia di riciclo e di sostenibilità ambientale.

La percezione delle soluzioni sostenibili adottate dalle aziende. Da quest’ultima rilevazione emerge che, al momento dell’acquisto, il 62% degli italiani è influenzato dal materiale di cui è composto il packaging dei prodotti. In questa prospettiva, le iniziative promosse dalle aziende per rendere gli imballaggi sempre più sostenibili vengono premiate dagli italiani, con l’89% di essi che ne riconosce l’utilità. Nello specifico, le azioni più conosciute dagli intervistati sono l’uso di confezioni con ridotto utilizzo di plastica (64%), confezioni in plastica riciclata (56%) e utilizzo di bioplastiche (46%).

L’approccio alla raccolta differenziata. Nel nostro Paese la raccolta differenziata, sistema adottato circa 20 anni fa, funziona e dà buoni risultati. Gli ultimi dati Eurostat disponibili confermano questo trend positivo, assegnando al nostro Paese la più alta percentuale in Europa per recupero e riciclo dei rifiuti urbani e industriali (78,9%). Percentuale più che doppia rispetto alla media UE (Unione Europea) (solo il 37,8%) e molto superiore a Francia (55%), Germania (42,7%) e Spagna (37,1%).

Anche il quadro che emerge dal sondaggio dipinge gli italiani come molto attenti e diligenti nella raccolta differenziata. Il 76% degli intervistati dichiara, infatti, di seguire costantemente le indicazioni per il corretto smaltimento dei rifiuti. La fascia più “scrupolosa” è quella degli over 55, che si attiene ancora più meticolosamente alle regole di riciclo ed è meno soggetta a dubbi.

Interessante anche come anche la tecnologia venga considerata uno strumento a supporto dello smaltimento dei rifiuti: i sistemi digitali che aiutano a fare correttamente la raccolta differenziata sono ancora poco utilizzati (solo dal 18% della popolazione), ma si riscontra una buona propensione verso di essi. Il 65% degli intervistati ha, infatti, manifestato apertura e disponibilità all’utilizzo di queste soluzioni innovative.

La quasi totalità degli intervistati (96%) è a conoscenza della presenza di regole proprie per la raccolta differenziata da parte dei singoli Comuni. Il 73% degli italiani è informato sulle disposizioni del proprio Comune riguardo alla raccolta differenziata, mentre il 24% ammette di conoscerle, ma di non ricordarle bene. Il fatto che le regole di smaltimento varino da un Comune all’altro è un problema molto sentito dai cittadini: per il 74% degli intervistati la molteplicità di disposizioni nei vari luoghi che sono soliti frequentare (casa, ufficio, casa delle vacanze, ecc.) genera confusione.

Gli italiani manifestano un’attenzione crescente per l’ambiente e i materiali riciclabili stimolando le aziende a muoversi in maniera sempre più strategica verso un business sostenibile”– ha dichiarato Marta Schiraldi, Nestlé Packaging Champion per l’Italia – “In Nestlé ci siamo impegnati per rendere il 100% degli imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025 e per raggiungere questo obiettivo stiamo studiando soluzioni innovative avvalendoci, ad esempio, del nostro Nestlé Institute of Packaging Sciences”.

Riteniamo, però, che sia necessario un approccio globale al problema – prosegue Marta Schiraldi – che, oltre alla ricerca, punti a coinvolgere e informare anche i consumatori che, come emerso da questo sondaggio, hanno bisogno del supporto di aziende, enti e istituzioni per ottimizzare il processo di raccolta e riciclo dei rifiuti”.